lunedì 19 settembre 2011

Strauss-Kahn: alla 'fiera delle vanità' anche l'uomo ha il suo ventaglio


C'è un interessante articolo su La Stampa a proposito del caso SDK. L'ex Presidente del'Fmi ammette che l'incontro sessuale con la Cameriera Diallo non è stato altro che "Una relazione non appropriata, un errore verso mia moglie, i miei amici e i miei colleghi. E verso i francesi. Ho mancato al mio appuntamento con i francesi. È stata più che una debolezza. È stato un errore morale". Insomma, niente di più o di meno che un rapporto tra due amanti occasionali, dove lui, sposato con una delle donne più ricche di Francia, ha ceduto al fascino esotico di una cameriera che, per croce o delizia, lo ha portato in meandri della mente lontani dallo stressante ritmo dell'economia mondiale. Un uomo come tanti, un fedifrago più potente di altri che ha ceduto alla passionale carne africana.
Un classico esempio di così fan tutti all'epoca di internet e social network. Giusto, sbagliato? Moralmente inappropriato, così come ha detto lo stesso SDK, ma non per questo condannabile legalmente. Questo vuol dire che per il l'ex Presidente del Fmi, socialista di vecchia data ed eroina della rive gauche, i peccati del corpo possono essere perdonati, se opportunamente espiati con un mea culpa. Non sappiamo se la penseranno così anche i suo 'amici' di partito, ma il loro metro di valutazione si baserà sulla mole di candidati in palio per le presidenziali francesi, non certo per una moralità da frati benedettini. 

A questo punto interviene una riflessione, soprattutto dopo gli scandali sessuali che stanno coinvolgendo anche il nostro Governo: il mondo va avanti seguendo la teoria ever green di quel genio sociale del '700 che si chiamava Mandeville, ben descritta nel suo scritto più celebre La Favola delle api: la sua è la critica di una ipocrita società, avviata allo sviluppo industriale, che vuol presentarsi come virtuosa nascondendo i suoi vizi, che paradossalmente, sostiene Mandeville, sono necessari per il benessere collettivo della società.
« Essendo cosí ogni ceto pieno di vizi, tuttavia la nazione di per sé godeva di una felice prosperità. era adulata in pace, temuta in guerra. Stimata presso gli stranieri, essa aveva in mano l'equilibrio di tutti gli altri alveari. Tutti i suoi membri a gara prodigavano le loro vite e i loro beni per la sua conservazione. Tale era lo stato fiorente di questo popolo. I vizi dei privati contribuivano alla felicità pubblica...Le furberie dello stato conservavano la totalità, per quanto ogni cittadino se ne lamentasse. L'armonia in un concerto risulta da una combinazione di suoni che sono direttamente opposti. Cosí i membri di quella società, seguendo delle strade assolutamente contrarie, si aiutavano quasi loro malgrado. »
Mandeville non giudica, ma constata, non fa morale, ma descrive. Sono passati oltre due secoli e per quanto gli scandali ci indignano e ci attirano sono il mezzo più efficace per alterare un equilibrio. La morale è un'arma che supera il potere della giustizia, è il bastone per il vizio, la devianza per l'uomo, il Savonarola di tutti i tempi. E le debolezze, da sempre, sono la migliore fonte di conoscenza per affondare il nemico.
Intanto noi continuiamo e ci divertiamo in mezzo al nostra 'fiera delle vanità', un po' per nascondere le macro-catastrofi del nostro tempo e un po' perchè la frivolezza non è solo donna. Anche al maschio più virile piace il suo ventaglio di pizzo a mezzo viso e un fidato amico a fianco, affinchè gli sguardi parlino, ma le bocche non leggano. Peccato che noi oggi leggiamo fin troppe (cazzate).

martedì 13 settembre 2011

Religione e nucleare: chi piange e chi avanza


E mentre la Francia s'interroga sulla pericolosità delle centrali nucleari dopo ilcaso Maecoule, l'Iran, lo stesso giorno, inaugura la sua prima centrale a Bushehr. I primi, schiacciati dal consumo ed economicamente saturi e gli altri, lanciati verso lo sviluppo, privi di lacci e lacciuoli dello Stato di diritto e ignari sull'effetto delle loro azioni. L'Occidente, oppresso da una religione secolarizzata, inefficace sull'etica e sulla morale e ormai subordinato al guadagno, guarda con fare attonito l'Oriente, che vede nella religione il suo Stato e la sua legge, fomenta gli animi così come un tempo l'Occidente faceva con la 'Terra Promessa', crede nel progresso per un futuro dove la religione potrà avere il potere di sconfiggere l'Occidente con la stessa arma con cui finora si è sentito subordinato: il progresso, quello vero, quello privo di strutture di controllo sovranazionali.

La religione è anche l'unico anello forte e indissolubile tra estremisti e moderati islamici. La differenza con noi occidentali sta nelle aspettative; è l'eterna lotta tra il materiale e lo spirituale, dove il primo vince in terra rammollendo l'animo, mentre il secondo stimola al sacrificio nell'attesa di una vita oltre quella terrena. 

Sono punti di vista diversi, ma tra Occidente e Oriente il primo ha raggiunto uno stato d'usura che lo rende vulnerabile.

venerdì 9 settembre 2011

Bocchino - Began: Ma chi se ne frega!


Ma chi se ne frega! E' dal mese di agosto che un quotidiano serio come Il Corriere della Sera affolla le pagine on-line e cartacee con la presunta relazione tra il 'vero' leader di Fli, Italo Bocchino, e tale Sabina Began, nota alle cronache come 'l'Ape regina' o 'il bunga bunga sono io'.
Insomma, una storia di gossip degna delle ultime pagine di Novella 2000, un frivolo sguardo alle immagini durante una tinta dal parrucchiere, un'imbarazzante voyeurismo nostrano che poco ha a che fare con l'insindacabile, quasi costituzionale, pettegolezzo femminile.
Uno scoop senza storia: i due si conoscono, lui abborda lei o lei abborda lui (questo ancora lo devono decidere); qualche sms, qualche fine settimana insieme, la voglia di divertimenti estivi e poi un fisiologico tramonto, con presagi di tempesta, come dopo una bella giornata di sole. Fondamentalmente non c'è da aggiungere altro, se non qualche scaramuccia tra i due, la continua necessità per lei di apparire e la necessità per lui di smentire (dopo il caso Carfagna e il divorzio dalla moglie). 

Ma allora perchè tanto rumore? Semplicemente perchè il presunto 'oggetto' del desiderio di Bocchino è lo stesso presunto 'oggetto' intravisto a cena con Berlusconi. Ed ecco svelato l'arcano: la Began merita pagine su Il Corriere della sera per un curriculum da femmina bipartisan, è il politically correct del gossip e in fondo è tutto quello che ci piacerebbe vedere in aula: una condivisione 'di gusti'.

E allora: evviva la Canalis e Clooney, evviva Pato e Barbara Berlusconi, evviva Formigoni e il suo panorama al Club Yatcing.

martedì 2 agosto 2011

Costi della politica: pubblici vizi e private virtù


Se il precario misterioso di Montecitorio, meglio conosciuto come Spidertruman, avesse esordito in questi giorni con 'la casta di Montecitorio' probabilmente avrebbe riscosso ancora più successo di quello ottenuto: questa settimana si approva il bilancio interno di Camera e Senato. In parole povere è l'annuale riunione di condominio del Palazzo.

Ebbene, ci sono sorprendenti rivelazioni, come nell'intervento del Questore alla Camera Colucci che sfata uno dei miti della politica comparata: il costo mensile complessivo per ciascun deputato italiano è pari a 20.486,68 euro, inferiore rispetto al costo di ciascun parlamentare francese (23.066,75), tedesco (27.364,00), inglese (21.089,83), ovvero al costo di un deputato al Parlamento europeo (34.750,87).  Se fosse vero, e ci auguriamo lo sia dato che la fonte viene dallo Stato, questo vorrebbe dire una sola cosa: non solo l'Italia, ma gran parte dell'Europa e i sui vertici dovrebbero ridimensionare le spese. E se anche la gran parte dei residenti nelle istituzioni la pensano diversamente, c'è bisogno di un segnale: una riduzione delle spese per venire in soccorso non solo alla (s)fiducia del cittadino ma anche a chi, ultimamente, ha la spada del giudizio popolare pendente sulla sua attività di parlamentare o senatore della Repubblica Italiana.

E' cosa nota, oggi, chi sceglie di buttarsi in politica viene visto come uomo di malaffare, uno dagli agganci giusti. Uno che ha conoscenze. Eppure, sebbene i loro sprechi vengono blasonati e riconosciuti quotidianamente, non augurerei loro una divisa di riconoscimento come punizione per i loro sprechi, perchè come scrive Quasimodo in Uomo del mio tempo, l'umanità non conosce pietà:

Sei ancora quello della pietra e della fionda
uomo del mio tempo
Eri nella carlinga,
con le ali maligne,
le meridiane di morte,
T' ho visto dentro il carro di fuoco,
alle forche
alle ruote di tortura.
T' ho visto eri tu,
con la tua scienza esatta
persuasa allo sterminio
senza amore, senza Cristo
Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri,
come uccisero gli animali
che ti videro per la prima volta
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello
"Andiamo ai campi"
E quell'eco fredda, tenace è giunta fino a te,
dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli le nuvole di sangue
salite dalla terra
dimenticate i padri
le loro tombe affondano nella cenere
Gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Di seguito potete leggere la nota della relazione tenuta dal Questore Colucci sui costi della politica alla Camera:

Nel triennio 2011-2013 il bilancio dello Stato potrà beneficiare di una minor richiesta di dotazione da parte della Camera pari a 75 milioni di euro e di restituzioni di somme da parte della Camera stessa pari a 76 milioni di euro. In totale, più di 150 milioni. Sono queste le cifre contenute nella Relazione sul "Bilancio interno" che il Questore Francesco Colucci ha svolto nell'Aula di Montecitorio. "Si tratta - ha detto Colucci anche a nome del Collegio dei Questori composto da Gabriele Albonetti e Antonio Mazzocchi - di importanti risultati, frutto di una gestione rigorosa e ispirata al senso di responsabilità". La crescita della dotazione della Camera sarà pari a zero fino al 2013. Pertanto, per quattro anni di seguito (a partire dal 2010) la dotazione è rimasta e rimarrà uguale a quella del 2009. 

Nel quinquennio 2006-2010, il contenimento della crescita della propria dotazione da parte della Camera, e l'azzeramento nel 2010, ha fatto risparmiare al bilancio dello Stato una cifra superiore a 300 milioni di euro. Come è stato sottolineato dalla Relazione di Colucci, sia con la manovra attuale, sia con quella dello scorso anno, si è inciso su tutte le principali voci di spesa, e cioè sul contributo di funzionamento dei Gruppi parlamentari (per i quali è prevista la riduzione dei contributi per 1.185.000 euro all'anno), sul trattamento economico dei deputati in carica e cessati dal mandato (vitalizi), sul personale della Camera in servizio ed in pensione, sulle locazioni immobiliari e sulle spese correnti. E' dal 2003 che la Camera dei deputati ha messo sotto controllo la dinamica della propria dotazione e da almeno cinque anni interviene in senso restrittivo sulle proprie spese di funzionamento. L'indennità parlamentare è stata ridotta nel 2006 del 10%, a decorrere dal 2008, ed è stata successivamente bloccata per cinque anni (resterà bloccata anche nel 2013). Il blocco dell'indennità ha comportato un effetto anche sugli assegni vitalizi dei deputati cessati dal mandato, da anni già bloccati. L'Ufficio di Presidenza della Camera, come è noto, ha dato mandato al Collegio dei Questori di intervenire sulla disciplina delle spese di viaggio, ed ha assunto l'impegno di definire per gli assegni vitalizi un nuovo sistema previdenziale, destinato ad entrare in vigore dalla prossima legislatura. Sui vitalizi, inoltre, già nell'immediato sarà applicato il contributo di solidarietà. Il Questore Colucci ha fornito alcuni dati emersi da uno studio effettuato comparando i dati relativi al trattamento economico dei principali paesi dell'Unione Europea. Da tale studio emerge che il costo mensile complessivo per ciascun deputato italiano è pari a 20.486,68 euro, inferiore rispetto al costo di ciascun parlamentare francese (23.066,75), tedesco (27.364,00), inglese (21.089,83), ovvero al costo di un deputato al Parlamento europeo (34.750,87). Anche se si raffronta solo l'ammontare netto delle competenze, emerge che il totale netto percepito dai deputati italiani (10.257,84) è in linea con quello mediamente percepito dai parlamentari delle Assemblee degli altri Paesi (Francia 11.863,60; Germania 9.932,15; Gran Bretagna 8.540,83; Parlamento europeo 13.285,72). Infine, se al raffronto delle competenze nette si somma quanto erogato ai parlamentari, direttamente o indirettamente, per la gestione dei collaboratori, risulta che gli importi di cui dispongono i deputati italiani (euro 13.947,84) sono inferiori a quelli degli altri parlamentari europei (Francia 21.001,60; Germania 24.644,15; Gran Bretagna 19.121,83; Parlamento europeo 32.994,72). "Anche rispetto alle spese per il personale - ha sottolineato ancora Colucci - si è mantenuto un criterio di rigore finanziario". Ai dipendenti della Camera sono state già applicate le misure previste per i dipendenti pubblici dal decreto-legge n. 78 del 2010. In particolare, la riduzione del 5% delle retribuzioni sopra i 90mila euro e del 10% di quelle sopra i 150mila, nonché la sospensione dei meccanismi di adeguamento automatico delle retribuzioni. Continua inoltre ad essere in vigore, e rafforzato, il blocco selettivo del turn over, che ha contribuito a ridurre il personale in servizio (del 15% rispetto al 2003). E' stato deciso un ulteriore risparmio, con l'applicazione delle norme contenute nel decreto-legge n. 98 del 2011 che prevede il taglio del 5% e 10% per le pensioni superiori rispettivamente a 90 mila e 150 mila euro. Sempre per il personale in quiescenza è stato introdotto il blocco dei meccanismi di adeguamento dei trattamenti pensionistici. Quanto alla politica immobiliare, è stato dato recesso dal contratto di locazione del Palazzo Marini, con effetto 1 gennaio 2012, ed è stato deliberato dall'Ufficio di Presidenza di dare recesso anticipato dai contratti di locazione dei palazzi Fiano e Lavaggi e all'immobile di piazza San Lorenzo in Lucina 26. Per quanto riguarda la ristorazione è prevista la chiusura del ristorante di Palazzo San Macuto, nonché l'introduzione di misure organizzative volte a ottenere ulteriori risparmi in questo settore. "Mantenere una politica di bilancio rigorosa è doveroso - ha detto il Questore Colucci - ma altrettanto doverosa per noi è la garanzia della funzionalità del Parlamento e la salvaguardia del pieno esercizio del mandato parlamentare. Continueremo pertanto a fare economie - ha concluso Colucci - ma valuteremo anche progetti di sviluppo essenziali per conservare a questa istituzione la capacità di rappresentare, indirizzare e decidere".