C'è un interessante articolo su La Stampa a proposito del caso SDK. L'ex Presidente del'Fmi ammette che l'incontro sessuale con la Cameriera Diallo non è stato altro che "Una relazione non appropriata, un errore verso mia moglie, i miei amici e i miei colleghi. E verso i francesi. Ho mancato al mio appuntamento con i francesi. È stata più che una debolezza. È stato un errore morale". Insomma, niente di più o di meno che un rapporto tra due amanti occasionali, dove lui, sposato con una delle donne più ricche di Francia, ha ceduto al fascino esotico di una cameriera che, per croce o delizia, lo ha portato in meandri della mente lontani dallo stressante ritmo dell'economia mondiale. Un uomo come tanti, un fedifrago più potente di altri che ha ceduto alla passionale carne africana.
Un classico esempio di così fan tutti all'epoca di internet e social network. Giusto, sbagliato? Moralmente inappropriato, così come ha detto lo stesso SDK, ma non per questo condannabile legalmente. Questo vuol dire che per il l'ex Presidente del Fmi, socialista di vecchia data ed eroina della rive gauche, i peccati del corpo possono essere perdonati, se opportunamente espiati con un mea culpa. Non sappiamo se la penseranno così anche i suo 'amici' di partito, ma il loro metro di valutazione si baserà sulla mole di candidati in palio per le presidenziali francesi, non certo per una moralità da frati benedettini.
A questo punto interviene una riflessione, soprattutto dopo gli scandali sessuali che stanno coinvolgendo anche il nostro Governo: il mondo va avanti seguendo la teoria ever green di quel genio sociale del '700 che si chiamava Mandeville, ben descritta nel suo scritto più celebre La Favola delle api: la sua è la critica di una ipocrita società, avviata allo sviluppo industriale, che vuol presentarsi come virtuosa nascondendo i suoi vizi, che paradossalmente, sostiene Mandeville, sono necessari per il benessere collettivo della società.
« Essendo cosí ogni ceto pieno di vizi, tuttavia la nazione di per sé godeva di una felice prosperità. era adulata in pace, temuta in guerra. Stimata presso gli stranieri, essa aveva in mano l'equilibrio di tutti gli altri alveari. Tutti i suoi membri a gara prodigavano le loro vite e i loro beni per la sua conservazione. Tale era lo stato fiorente di questo popolo. I vizi dei privati contribuivano alla felicità pubblica...Le furberie dello stato conservavano la totalità, per quanto ogni cittadino se ne lamentasse. L'armonia in un concerto risulta da una combinazione di suoni che sono direttamente opposti. Cosí i membri di quella società, seguendo delle strade assolutamente contrarie, si aiutavano quasi loro malgrado. »
Mandeville non giudica, ma constata, non fa morale, ma descrive. Sono passati oltre due secoli e per quanto gli scandali ci indignano e ci attirano sono il mezzo più efficace per alterare un equilibrio. La morale è un'arma che supera il potere della giustizia, è il bastone per il vizio, la devianza per l'uomo, il Savonarola di tutti i tempi. E le debolezze, da sempre, sono la migliore fonte di conoscenza per affondare il nemico.
Intanto noi continuiamo e ci divertiamo in mezzo al nostra 'fiera delle vanità', un po' per nascondere le macro-catastrofi del nostro tempo e un po' perchè la frivolezza non è solo donna. Anche al maschio più virile piace il suo ventaglio di pizzo a mezzo viso e un fidato amico a fianco, affinchè gli sguardi parlino, ma le bocche non leggano. Peccato che noi oggi leggiamo fin troppe (cazzate).








